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Storia
Alla fine del 1969, con l'eletta di Carla Gaja alla presidenza della Sezione Romana dell'A.N.D.E., nasceva, per volontà della neo-eletta e della Segretaria Nazionale Mariuccia Zerilli Marimò, il Centro sociale A.N.D.E. di Grottarossa.
Carta Gaja, donna sensibile ai problemi sociali ed ai doveri di solidarietà verso la popolazione meno abbiente, per la sua attività di volontariato, conosceva bene i problemi delle famiglie che abitavano nella periferia di Roma nella zona di Tomba di Nerone, famiglie di immigrati soprattutto calabresi e sardi con numerosi figli, il che rispecchiava, d'altronde, l'incremento generale della popolazione negli anni '60, considerati, a posteriori, anni del baby-boom.
Si aprì quindi in questa zona, prendendo in affitto un vasto locale con giardino, il Centro Sociale dell'A.N.D.E. con i primi fondi autonomamente raccolti ed in esso si organizzò un asilo per 30 bambini con un'insegnante regolarmente retribuita ed un gruppo di volontarie, socie e simpatizzanti dell'A.N.D.E., di supporto.
Nel 1970 Anita Morpurgo Pollitzer, in memoria del giovane figlio Alfredo scomparso in un tragico incidente, offrì al Centro un generoso contributo con il quale si potè ampliare lo spazio chiuso dei locali ricavando una seconda aula, si raddoppiarono i servizi igienici e le attrezzature sicché negli anni successivi la struttura accolse 60 bambini in due aule separate, divisi per età, con due insegnanti ed il Centro venne intitolato ad Alfredo Pollitzer.
Ad affiancare questa attività a carattere continuativo, iniziative collaterali andavano via via succedendosi nel tempo per aiutare le donne del quartiere ad elevare il loro livello culturale e per renderle più attente e preparate a seguire i grandi temi della vita sociale del paese, non ultimi quelli politici, così come è nello spirito più genuino dell'A.N.D.E.
Presidenti e Consigliere della Sezione romana come Maria Fracassi, Anna Filo della Torre, Gemma Pittori, Vittoria Assettati e Beatrice Zunino si impegnarono costantemente in iniziative di grande successo; così ebbe inizio un servizio bisettimanale di assistenza sociale molto apprezzato perché unico nel quartiere; si instaurò una proficua collaborazione con l'équipe medica dell'ospedale oncologico S. Andrea per un'azione capillare di divulgazione dell'utilità delle metodiche per la prevenzione dei tumori specifici femminili; una qualificata presenza di ginecologi e pediatri informò le mamme sulla preparazione psicologica al parto e sull'igiene e l'alimentazione della prima infanzia, mentre una serie di incontri con esperti della Croce Rossa Italiana offrirono a tante donne notizie precise e assai utili sui comportamenti di base da assumere nei casi di emergenza sanitaria.
Seguirono iniziative comuni con le scuole del quartiere per una campagna di sensibilizzazione della popolazione scolastica contro il diffondersi di ogni forma di violenza ed un grande impegno per affiancare con numerosi incontri e con distribuzione di materiale esplicativo l'impegnativa campagna contro la droga che la Sezione Romana negli anni '70 svolgeva in collaborazione con l'Assessorato alla Sanità del Comune.
Pur lavorando così attivamente nel sociale, le Andine impegnate al Centro non hanno mai tralasciato occasione di appuntamenti elettorali per organizzare incontri con vari candidati e distribuire nel quartiere i volantini dell'A.N.D.E.: impegno primario, lotta all'assenteismo e scelta dei candidati più affidabili; riusciti i dibattiti organizzati in occasione del Referendum sul divorzio.
Con il passare degli anni il calo delle nascite e la costruzione di 4 scuole materne nel quartiere andavano risolvendo il problema di mancanza di strutture di supporto per le mamme lavoratrici; così l'anno scolastico 1981-19S2 segna ufficialmente la chiusura dell'asilo di Grottarossa; ma il Centro Sociale doveva continuare ad operare ed il Consiglio della Sezione romana accoglie il suggerimento di Vittoria Assettati, Gemma Pittori e Beatrice Zunino di indirizzare l'intervento verso le famiglie con bambini portatori di handicap; si adeguano le attrezzature, si sostituiscono le maestre d'asilo con operatrici specializzate nel campo dell'handicap e si riparte con un "Centro Accoglienza" aperto tutti i pomeriggi per i minori portatori di gravi infermità non con finalità terapeutiche - il che avrebbe creato uno sconfinamento dal sociale al campo sanitario - ma con l'intento di dare sostegno e aiuto concreto alle famiglie costrette a convivere con un problema così grave e coinvolgente.
L'esperienza che via via si acquisiva stando a stretto contatto con questa realtà, la conoscenza e la condivisione delle preoccupazioni e delle speranze sempre deluse dei genitori, fecero maturare nelle andine che seguivano i bambini del Centro l'idea che fosse necessario occuparsi anche e soprattutto di quei ragazzi portatori di handicap che, terminato il periodo della integrazione nella scuola d'obbligo, restavano spesso affidati solo alle famiglie per la mancanza quasi totale di strutture pubbliche verso le quali rivolgersi.
Era necessario dunque fare qualcosa per i ragazzi di età post-scolare, ma "l'iter" per aprire un "aboratorio protetto" non è breve e i nulla osta necessari sono molti; la struttura deve adeguarsi a quanto previsto dalla legislazione sulle "barriere architettoniche", il personale retribuito deve essere riconosciuto idoneo dalla USL e anche le volontarie dovranno seguire un corso particolare di preparazione; di tutto ciò si fa carico la Consigliera Gemma Pittori e così il 9 gennaio 1989 il laboratorio - chiamato dai ragazzi "Cartallegra" - inizia la sua attività mai interrotta fino ad oggi.
In esso i ragazzi svolgono con sempre maggiore perizia un'attività artigianale di cartotecnica realizzando oggetti utili di buona qualità, hanno anche appreso la tecnica di fare da soli le carte marmorizzate e dipingono su carta, tessuti e legno.
Questa attività manuale e al tempo stesso creativa costituisce una terapia occupazionale con finalità riabilitativa e si pone come esperienza propedeutica ad eventuali successivi corsi di formazione professionale come è già avvenuto per i primi ragazzi che hanno frequentato Cartallegra.
Il Centro Sociale A.N.D.E. è in contatto, per svolgere al meglio il suo lavoro, con il Servizio Sociale dell'USL competente per il territorio e con l'Associazione dei Bambini Down.
All'attività manuale si affiancano iniziative ricreative come uscite nel quartiere, corsi bisettimanali di recitazione e di judò, organizzazione di esposizioni periodiche degli oggetti prodotti, mentre la partecipazione sempre attiva alla vita politica del paese si è avuta ancora una volta con il grande impegno posto per la raccolta in loco delle firme necessarie per indire i Referendum promossi dall'On. Mario Segni per la riforma elettorale, impegno che ha coinvolto anche i familiari dei ragazzi.
Questa attività trentennale del Centro Sociale A.N.D.E., che si sostiene con contributi in parte dei genitori dei ragazzi e per il restante con generosi aiuti di socie e simpatizzanti, ha contribuito non poco a far conoscere le finalità dell'Associazione e i risultati positivi ottenuti incoraggiano a proseguire in questa direzione con spirito di servizio verso la Comunità.
ANDE Roma, nata come sezione locale dell’ANDE nazionale e costituita come associazione senza scopo di lucro nel 2003, è parte di una fitta rete nazionale di associazioni locali, presente e attiva in numerosi comuni italiani, che si riconoscono nei principi dello Statuto dell’ANDE nazionale.
Come dettano il nostro atto costitutivo e il nostro statuto, l’associazione nasce “per promuovere l’attività delle cittadine italiane che desiderano acquisire e far acquisire maggiore coscienza politica, in quanto consapevoli delle responsabilità inerenti al diritto di voto e all’influenza che attraverso di esso si può esercitare sia per lo sviluppo della società che per le libertà democratiche, premessa di ogni progresso civile e di ogni altro diritto della persona umana, ivi compreso il diritto alla salute, al lavoro ed in genere ad una consapevole partecipazione alla vita sociale, sia a livello nazionale che comunitario”.
L’Associazione, non legata ad alcun partito, promuove e incoraggia ogni iniziativa relativa all’attività istituzionale, atta a facilitare la formazione e la partecipazione politica della donna e dei giovani e a combattere l’indifferenza e l’assenteismo nell’elettorato.
Per realizzare le nostre finalità operiamo in stretta sinergia con il livello nazionale ponendo in essere iniziative di studio e approfondimenti sui temi dell’attualità politica. I nostri seminari e convegni sono finalizzati ad intercettare gli snodi cruciali della vita della nostra democrazia e a costruire intorno ad essi conoscenza, competenze e opinioni.
L’Associazione, affermando la priorità dei principi etici nella politica, promuove ed affianca anche attraverso l’istituzione di centri sociali sperimentali le iniziative dirette allo sviluppo ed al progresso della società secondo i principi della Costituzione garante della libertà e della dignità della persona umana.
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